Appello: UNHCR ammetta nel proprio centro di Tripoli un minore malato di epilessia grave!

Chiediamo con forza che UNHCR ammetta nel proprio centro di Tripoli un minore malato di epilessia grave e i due amici che lo accompagnano.


Immaginate di essere malati in un paese in pieno conflitto fra fazioni rivali. Vi trovate lì solo perchè nel vostro paese, l’Eritrea, si rischia la vita durante un lunghissimo servizio militare.

Avete tentato di raggiungere altri luoghi con un gommone, ma una nave italiana vi ha riportati indietro. Siete rimasti chiusi per un anno a Zintan, un lager pieno di vermi. Lì avete sofferto la fame e la sete e avete visto morire i vostri amici…poi vi siete ammalati anche voi. Che avete solo 16 anni.

L’epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da ricorrenti e improvvise manifestazioni, con improvvisa perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli, dette “crisi epilettiche”.’

Durante le crisi sbattete e vi ferite ovunque. Due amici di soli 15 anni si prendono la responsabilità di tenervi d’occhio perché non vi facciate troppo male. “Noi qui non abbiamo il papà e la mamma”, dice uno dei due, “siamo noi il suo papà e la sua mamma“.

L’epilessia in genere si diagnostica con imaging biomedico del cervello e esami del sangue. Gli attacchi epilettici vengono controllati tramite farmaci in circa il 70% dei casi“.

Basterebbero dei semplici esami e farmaci che ogni ospedale fornisce…ma non in Libia. Vi rivolgete a UNCHR, ma non vi lascia entrare nel proprio centro, il GDF di Tripoli. “Il centro è pieno”, vi dicono, “per voi non c’è posto”. Così, non ricevete nessuna cura.

Voi però avete crisi epilettiche ogni notte per 5 ore. Non avete una casa, solo un rifugio di fortuna. I vostri amici a turno non dormono per assistervi e non sanno più cosa sia meglio fare per voi.

Ma voi ormai non avete più speranza per il futuro, e nemmeno per il presente. Provate ad uccidervi, più volte. A 16 anni, lontano da casa. E questo perché non ricevete cure per una patologia perfettamente curabile, con cui in Europa si può facilmente convivere.

Voi trovate che sia giusto? Noi no.

Chiediamo con forza che UNHCR si impegni quanto prima ad ammettere questo ragazzino malato ed i suoi due amici nel GDF, in quanto minori estremamente vulnerabili che non possono rimanere per le strade di un paese in guerra.


Chiediamo che non indugino oltre e curino il ragazzo. Si tratta di un’emergenza e una situazione gravissima. Se UNHCR continuerà a negare questo aiuto, deve prendersi la responsabilità della possibile morte di Sid. Perché di questo si tratta: una questione di vita o di morte.

Se volete aderire all’appello, inviateci una mail a josiloniproject@gmail.com oppure firmate la petizione in Change.org UNHCR ammetta nel GDF per l’evacuazione dalla Libia un 16enne epilettico e i suoi amici

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