Adesso dormite

Adesso dormite

È necessaria una profonda sensibilità per dare voce a chi, per molti, è solo un codice su una lista di invisibili; un numero da scorrere con un lettore ottico digitale, senza mai fermarsi a guardare con occhi umani; un numero da incasellare tra vivi, morti o scomparsi. È necessaria una profonda sensibilità per parlare con persone che vivono in una dimensione spazio-temporale diversa, in cui ogni giorno può essere l’ultimo e si sopravvive sospesi ma nutriti dalla speranza che ogni giorno possa essere il primo. Persone che si fidano di te, sperano in te, credono in te e si preoccupano per te. È necessaria una profonda sensibilità per scrivere parole che non sono fatte solo di inchiostro, di macchie su uno schermo, di dita su una tastiera.

Sarita Fratini è una scrittrice dotata di una profonda sensibilità, di pathos e di empatia. È capace di usare le parole per stimolare sensi che i cultori della “vita normale” hanno imparato a tenere sopiti. Tutti cerchiamo di raffreddare il ribollente nucleo della nostra umanità con la logica del possibile. Pensiamo che questo ci renderà più forti, più cinici, più adatti al mondo che altri hanno disegnato per noi. In realtà c’è un solo modo per essere umani e scavalcare il muro dell’impossibile; alimentare quel nucleo ribollente e abbracciare la quintessenza della propria umanità.

“Ci sono, però, due categorie di persone immuni al concetto di impossibile: i bambini e gli attivisti. I primi non hanno ancora alcun muro nel cervello, i secondi l’hanno scavalcato.”

Sarita Fratini – Adesso Dormite

Un diario dell’attivismo

C’è tutto questo nell’e-book “Adesso Dormite”, rilasciato gratuitamente dal 2 luglio – data dell’anniversario del bombardamento su Tajoura (2019) e della deportazione segreta avvenuta nel 2018.

Il libro è scaricabile qui.

Adesso Dormite è il diario di un anno di attivismo e leggerlo vi aiuterà ad essere meno “normali”. Vi aiuterà a sentire un calore nel petto e a farvi guidare da esso verso l’utopia.

Per gli attivisti la parola utopia descrive un luogo che sì, non esiste ancora, ma che si intende o si sta già iniziando a costruire.

Sarita Fratini – Adesso Dormite

#AdessoDormite

Il 16 luglio 2020 la Camera dei deputati, con 401 voti a favore e solamente 23 contrari, ha votato a favore del rifinanziamento della missione Libia. Non sono bastati le innumerevoli documentazioni sulle torture, gli stupri, le violazioni dei diritti umani di cui la guardia costiera libica si è resa protagonista. La presunta discontinuità che questo governo afferma di voler attuare rispetto al suo precedente si smonta alla prova dei fatti. Per questo motivo il collettivo JLP, dal 19 luglio e per i successivi 401 giorni, ha postato e posterà ogni giorno, in ordine alfabetico, tutti i nomi dei deputati complici degli scempi commessi da Bija e compagni.

Una poesia

La lettura dell’e-book mi ha suscitato una serie di sensazioni e ho sentito il bisogno di raccoglierle nei seguenti versi.

Adesso dormite ci disse quell’uomo

e finalmente pensai: “ecco ci sono!”

Durò qualche ora, giusto il tempo di un sogno.

Sognai il futuro di cui ogni uomo ha bisogno.

Adesso dormite dissi partendo a mia madre e alle mie sorelle.

Mio padre non c’era. Ammazzato. Pensava.

E dalle mie parti chi pensa è un ribelle.

Adesso dormi dissi una sera ad Amina, il suo sorriso di perla si fece triste e splendente.

Rugiada sulla gota 

 come sulla rosa, la brina.

“Ritornerò”, le dissi senza promessa. “Andremo lontano, mano nella mano, e la nostra guida sarà la luna crescente”.

Adesso dormi mi diceva mio nonno

Lui era un Griot; maestro di favole, artigiano del senno.

Da bambino non avrei mai immaginato,

 che me ne sarei ricordato su questo ponte salato.

Adesso svegliatevi disse quell’uomo, e finalmente pensai: “sono arrivato!”

 La fame, le botte, le umiliazioni, il fetore. Amici morti accanto a me per giorni e ore.

È stato tutto un incubo, un inferno passato.

È stato tutto vero e non sarà dimenticato.

Poi pianti, urla, grida, paura e sgomento 

fu lì che mi accorsi in un solo momento che il tempo di nuovo si sarebbe fermato, 

dritto all’inferno fui riportato.

E con le mani ancora segnate dalle scosse elettriche

provai a offrire a quell’uomo le mie ultime suppliche.

Lui freddo, ridendo, mi guardò disgustato.

Ghignando mi disse “L’Italia vi ha rifiutato”.

Adesso svegliati io dico al mondo 

che anche se sprofondiamo nel blu più profondo

 le nostre anime evaporano, portate dal vento,

e piovono addosso ogni tuo vuoto argomento.

Daniele Fiorenza

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