Ancora non c’è chiarezza sulle barche disperse nella zona SAR maltese

E’ ancora avvolta nel mistero la vicenda relativa ai 4 barconi che la scorsa settimana hanno lanciato un SOS ad Alarm Phone chiedendo soccorsi; i barconi con rispettivamente 72 persone, 47, 55 e 85 persone a bordo si trovavano nella zona SAR maltese, ma La Valletta non è intervenuta. La ONG ha perso i contatti con 3 dei 4 barconi che hanno chiesto i soccorsi , uno di questi con a bordo 55 persone è stato poi avvistato da un cargo portoghese partito dalla Libia e diretto in Liguria, la cd. guardia costiera libica avrebbe invece riportato nel porto di Tripoli un’altra imbarcazione con 49 persone a bordo. Questo barcone dovrebbe essere uno dei 4 che nei giorni scorsi avevano chiesto aiuto dalla zona SAR libica, mentre l’altro con a bordo 85 persone sarebbe naufragato. Frontex e la guardia costiera italiana e maltese smentiscono non essendo state ritrovate tracce del naufragio sui luoghi segnalati.

Finalmente è iniziato il trasbordo delle 149 persone soccorse dall’Alan Kurdi su un traghetto della Tirrenia per essere sottoposti al periodo di quarantena e ai tamponi per la ricerca di eventuali contagi da Covid -19, prima di essere redistribuiti tra i diversi Paesi Ue. Grazie al Governatore della Regione Sicilia Musmeci e il sindaco di Palermo Orlando si è riusciti a salvaguardare il diritto dei migranti di sbarcare in Europa, a fronte delle richieste di sicurezza per la salute pubblica.

Ed è l’OIM a denunciare che nel 2020 sono 3200 le persone che nel tentativo di scappare dalla Libia per raggiungere in mare l’Europa, sono state coattivamente riportate nel Paese, ma una volta sbarcate di queste persone se ne sono perse le tracce, essendo probabilmente portate in centri di detenzioni “illegali” gestiti dai trafficanti che estorcono loro ancora altro denaro con le richieste alle famiglie. L’OIM aveva già denunciato alla Corte Penale Internazionale dell’Aia sia Malta che Frontex per i respingimenti illegittimi avvenuti nella zona SAR maltese con la deportazione in Libia di migranti che cercavano di scappare dal Paese in guerra.

L’Africa sta tentando di arginare l’emergenza Covid -19 con misure di prevenzione ; l’Unione Africana a partire dalla prossima settimana comincerà con la distribuzione di un milione di Kit per il test del virus. Anche le Nazioni Unite stanno collaborando fornendo materiale sanitario e salva -vita, l’Etiopia ospiterà la prima  Base aerea umanitaria, base logistica da cui partirà il  trasporto di equipaggiamenti di protezione, forniture mediche ed operatori umanitari in Africa in risposta al Covid-19.

Il coronavirus fa meno paura della Libia: è questo quello che sostengono i migranti che si trovano nel Paese in guerra, e nonostante non ci siano navi delle ONG nel Mediterraneo i migranti continueranno a partire. I trafficanti di essere umani hanno ridotto i prezzi dei ” viaggi” verso l’Europa, a causa della guerra e la crisi economica. OIM e UNHCR hanno chiuso tutte le vie legali per la fuori uscita dal Paese, persino i rimpatri volontari e il reinsediamento in Paesi Terzi.

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