Appello UNHCR Libia: Applicazione protocollo anti tortura.

Gentili responsabili di UNHCR Libia,
chi vi scrive è un collettivo fatto di persone normali che è divenuto portavoce di un nutrito gruppo di rifugiati detenuti nei lager libici di Al Serraj, ovvero le strutture in cui operate.

Da oltre un anno seguiamo le sofferenze di quasi in centinaio di persone e ci siamo fatti un’idea del ruolo e delle competenze di UNHCR nell’infernale sistema dei lager libici.
Oggi vi chiediamo una cosa molto precisa:

L’attuazione di un protocollo anti tortura nei lager libici in cui operate.

La tortura nei lager libici è prassi quotidiana.
Le guardie di Al Serraj torturano i rifugiati a scopo punitivo, con metodi brutali.

I rifugiati di Tajoura, come probabilmente sapete, riferiscono addirittura la presenza di una stanza deputata alla tortura con, al suo interno, una “sedia elettrica”, ovvero una sedia con lacci costrittivi ed elettrodi. Tale sedia pare sia utilizzata regolarmente.

Di questo fatto è stato chiesto un chiarimento al Parlamento italiano con un’interrogazione presentata alla Camera il 29 maggio scorso https://parlamento18.openpolis.it/singolo_atto/18528.

Queste storie, comunque, non sono un mistero, le conosciamo perfino noi: mamme, studenti, dirigenti di azienda che viviamo in Italia.

Ed in questi mesi proprio una mamma italiana ha denunciato molti casi di tortura. Ha passato tante foto e testimonianze a diversi gruppi di avvocati di tutta Europa. Ha chiamato Medici Senza Frontiere per andare ad ingessare braccia e gambe rotte, a medicare ferite da arma da taglio e lesioni provocate dal passaggio della corrente elettrica.

Ha anche chiesto a MSF di portar via il torturato dal lager. Ma le hanno risposto che non potevano farlo, la cosa era di competenza di UNHCR.
Vostra.
Lo avete fatto?
No.

I torturati ultimamente non denunciano più le torture.
Sapete perché? Perché sanno che voi non li tirate fuori. Mai. Denunciare, per loro, ormai vuol dire irritare le guardie e venire torturati anche il giorno dopo, ancora più brutalmente.
Stessa cosa avviene per gli stupri.
Ultimamente quasi tutte le segnalazioni ci arrivano dai vicini di pavimento dei torturati.
Non si può andare avanti così.
Quindi chiedo a UNHCR Libia l’attuazione di un protocollo anti tortura molto semplice:
UNHCR deve prelevare IMMEDIATAMENTE il torturato, portandolo altrove.
Deve togliere, per sempre, la persona torturata dal sistema dei lager libici.

UNHCR Libia è in grado di fare questo?
UNHCR può entrare nei lager libici, prendere una persona e portarla via?
Sì.

L’ex ministro dell’interno italiano, Matteo Salvini, in un celebre video ha dichiarato: “Non si può dire che siano campi di prigionia o di tortura. Insomma, c’è anche il personale dell’ONU”.


Quindi, attenzione, chiedo che l’UNHCR si confronti con Salvini:

  • se ciò che dice Salvini corrisponde alla verità, UNHCR deve attivare immediatamente il provvedimento anti tortura che chiediamo.
  • se invece l’UNHCR non ha potere nei lager libici, l’Italia deve immediatamente bloccare ogni sostegno economico alla cosiddetta Guardia Costiera Libica e rendere illegale deportare persone in Libia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

11 − 4 =