Catia Pellegrino merita ancora l’OMRI?

Attivismo è memoria

Attivismo è memoria. Lo scrivo sempre nei miei tweet giornalieri, dedicati alle battaglie di questo collettivo. Lo scrivo perchè ci credo. Per me e per gli altri attivisti non è solo un hashtag. La nostra è una memoria afflitta dalle sconfitte. Ma è proprio per preservare la dignità delle vittime di queste sconfitte che è fondamentale esercitarla, questa memoria. È necessario ricordare e sussurrare a noi stessi, i nomi e i numeri dei morti delle tragedie in mare. Sono persone che esistono solo se ricordate, e noi siamo qui anche per questo.

I fatti

Lo scorso 11 ottobre è stato il settimo anniversario del “naufragio dei bambini”. Una tragedia raccontata con la consueta sensibilità da Sarita Fratini in questo articolo.

L’11 ottobre 2013 morirono 268 esseri umani, di cui 60 bambini. I media invece, ci raccontarono il grande salvataggio operato dalla nave della marina militare italiana.

In Italia, da sempre e sempre più spesso negli ultimi anni, si santificano gli atteggiamenti criminali e si criminalizzano gli eroi.

“Uno di questi casi è quello di Catia Pellegrino. Ce l’hanno raccontata in tutte le salse: primo comandante donna di una nave militare italiana, giovane e bella, forte, la dimostrazione vivente che una donna può fare quel che vuole, il volto della Marina Militare Italiana. E’ stata addirittura la protagonista di un film per la tv, “La scelta di Catia”. Una star. Un’eroina, dice la tv. E anche la politica. Nel 2015 il Presidente Sergio Mattarella la insignì dell’ onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.”

dal blog saritalibre.it

La verità emerse dall’inchiesta di Fabrizio Gatti (leggila qui) ci raccontarono tutta un’altra storia.

“In un articolo de “L’Espresso” in cui si sostiene che per i fatti dell’11 ottobre 2013 la Marina menta e che la nave Libra comandata da Catia Pellegrino abbia giocato a nascondino per 4 ore con le forze maltesi per non dover andare a soccorrere l’imbarcazione che stava affondando.”

dal blog saritalibre.it

Verità per le vittime

Crediamo sia doveroso, nei confronti della memoria delle vittime, ristabilire la verità. Per questo motivo abbiamo inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la seguente lettera.

Collettivo JLP scrive al Presidente Mattarella

Egregio Presidente Sergio Mattarella.

Le scrivo oggi, a nome del collettivo Josi and Loni Project, in una data triste per la memoria di tutti gli attivisti. In particolare per chi come noi si batte per dare voce e speranza agli esseri umani disperati in Libia, e per commemorare e chiedere giustizia per tutte le vittime morte nel Mediterraneo e nei lager libici.

Nella nostra battaglia, sentiamo di ottemperare a quello che, nell’ultima giornata del rifugiato, lei stesso ha definito un “dovere morale”.

Il mese di Ottobre del 2013, come lei ricorderà, passò alla storia per “la tragedia di Lampedusa”. All’alba del 3 ottobre morirono 368 migranti, a poca distanza dall’Isola dei Conigli.

Lo spirito del tempo e l’atteggiamento nei confronti di queste tragedie, era allora nell’opinione pubblica, di minore indifferenza e maggiore umanità rispetto a oggi. Forse per questo motivo ebbe grande risalto, pubblico e mediatico, il “salvataggio” realizzato dalla nave della marina militare “Libra”, comandata da Catia Pellegrino, in data 11 ottobre 2013.

La comandante fu protagonista anche di altre azioni nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”.

Attraverso una serie tv, andata in onda nel 2014 su Rai3, divenne il volto umano della marina militare italiana e del soccorso in mare.

In questa trasmissione, la comandante Pellegrino, in merito ai fatti dell’11 ottobre 2013, disse:

L’11 ottobre nel primo pomeriggio eravamo in pattugliamento nello stretto di Sicilia e ad un certo punto è arrivata la comunicazione dalle superiori autorità di un natante con dei problemi e quasi contestualmente è arrivato l’allarme che l’imbarcazione poteva essersi rovesciata”.

Le azioni della comandante Pellegrino, e le dichiarazioni non corrispondenti ai fatti, la indussero, a due anni dai succitati eventi, a conferirle, motu proprio, l’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, con la seguente motivazione:

“Per la competenza e la sensibilità con le quali ha coordinato numerosi drammatici salvataggi in alto mare nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum”.

Le successive inchieste giornalistiche, in particolare quella curata da Fabrizio Gatti, per il giornale “L’Espresso”, fecero emergere una triste realtà.

Una realtà che cozza pesantemente sia con il significato figurativo del nome della nave (Libra inteso come bilancia, quindi giustizia) e sia con la parola “sensibilità”, contenuta nella motivazione dell’onorificenza stessa.

Non intendiamo pronunciarci sulla “competenza”. Non è il nostro ambito.

Ma in seguito all’accertato ritardo della nave Libra, nel prestare soccorso alle vittime del naufragio dell’11 ottobre 2013 – circa 4 ore di rimpalli tra Italia e Malta (trasformato, in base alle parole della comandante in un “quasi contestualmente”), mentre la comandante si “nascondeva” come richiesto dai suoi superiori, e i migranti chiamavano disperati fino al capovolgimento dell’imbarcazione – appurato che, questo ritardo provocò la morte di 268 esseri umani, di cui 60 bambini, siamo convinti che il comportamento della comandante sia indegno del primo fra gli ordini nazionali.

Essendo lei il Capo dell’ordine;

sussistendo uno dei punti principali dello Statuto dell’ordine stesso: “salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita dell’onorificenza l’insignito che se ne renda indegno.”;

preso atto che le parole pronunciate dalla comandante e sopra riportate non corrispondono a verità.

Chiediamo:

Il ritiro dell’onorificenza, da lei conferita a Catia Pellegrino, in data 10 ottobre 2015.

La ringraziamo per l’attenzione, sicuri che la sua sensibilità (questa effettivamente comprovata nei suoi atti sia da PDR, sia nei precendenti incarichi istituzionali) sarà in grado di operare la scelta migliore per mantenere alto il nome e la dignità di un’onorificenza, a cui tutti gli italiani meritevoli dovrebbero ambire.

Italia, Libia, Mondo

11 ottobre 2020

Collettivo Josi & Loni Project

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