Commemorare per rafforzare la lotta

Commemorazione è ricordo

Indipendentemente da quale sia il nostro credo religioso, perfino in assenza di esso, c’è qualcosa che lega intimamente la nostra stessa esistenza a chi ci ha preceduto. I nostri familiari morti, i ricordi e le esperienze che ci hanno lasciato e l’importanza, per i vivi, di commemorarli in qualsiasi personale modo, per andare avanti. Per “farsene una ragione”.

Ma quale ragione ci si può fare quando i tuoi cari sono sepolti e disciolti per sempre nel buio e nel sale del mediterraneo, trascinati dalla disperazione e dalla mancanza di opportunità? Quale ragione c’è dietro i minori “desaparecidos” che la dittatura della disumanità, imposta dalla fortezza Europa, fa sparire nel mezzo del loro legittimo cammino di mobilità e dignità umana?

L’urlo delle madri argentine e cilene risuona ancora oggi in quello delle mamme eritree, sudanesi, afghane che hanno visto partire figli di cui non hanno più notizie. “I nostri figli erano vivi” – vivi se ne sono andati, vivi li rivogliamo.”

La CommemorAction a Palermo

Il tema della commemorazione è stato affrontato a Palermo in un evento dal titolo CommemorAction, che si è svolto venerdì 17 settembre in concomitanza con “Palermo Convergence 2021”.

CommemorAction nasce dalla collaborazione tra gli amici e le famiglie delle persone scomparse nel Mediterraneo e gli attivisti di Alarm Phone che raccolgono le loro testimonianze e riproducono le loro richieste. Negli ultimi anni sono state organizzate diverse CommemorAzioni in giro per l’Europa e l’Africa. Un momento di ricordo e di riconoscimento della dignità umana delle migliaia di persone scomparse e spesso senza nome. Ma anche di protesta, un momento in cui i messaggi politici si mischiano alle performance artistiche; ma soprattutto collegano le persone in lutto a quanta più gente possibile e creano piattaforme comuni per far conoscere le loro storie e le loro richieste.

Questa CommemorAction è iniziata alle 19.00 con un collegamento video con Dakar. L’evento è poi proseguito per le strade di Palermo.

Commemorazione, ricordo, interconnessione ma soprattutto decolonizzazione. Una decolonizzazione che deve necessariamente passare per un doppio binario. Consapevolezza dei diritti fondamentali, in quanto persona, da parte delle vittime e riconoscimento di essi da parte del cosiddetto “salvatore bianco”. Questo è uno degli aspetti sui quali è imperniato il lavoro degli attivisti impegnati sul versante migrazione che s’incontrano alla “Convergence” di Palermo.

Commemorare per rafforzare le lotte

Una convergenza quindi, che è il punto di arrivo di un’umanità solidale, intersezionale e internazionalizzata. Verso un’empatia che si rifà all’insegnamento che ci ha lasciato Gino Strada. Un aiuto che lungi dall’essere autoreferenziale, deve necessariamente essere parte consapevole del problema e restituire, anziché dare. Se il precipitare del mondo, a cui stiamo assistendo a tappe forzate negli ultimi 20 anni, ci ha insegnato qualcosa è che dobbiamo lottare fianco a fianco, e non dobbiamo dimenticare. Altrimenti cadremo insieme; nessuno escluso.

In questo senso la commemorazione dei morti in mare è allo stesso tempo la commemorazione dei morti di lavoro nei campi agricoli europei, dei morti sulla rotta balcanica, dei nativi in Amazzonia e in Patagonia che si oppongono al terricidio e di tutti i morti che l’egoismo occidentale continua a sacrificare sull’altare di un sistema sbagliato e brutalmente autoreferenziale. Commemorazione come momento di raccoglimento e ricarica per le lotte che verranno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 + 20 =