Emergenza a Lampedusa hotspot al collasso, nuovo ricorso al Comitato per i Diritti umani dell’Onu, mobilitazione a Roma per richiedere la cancellazione degli accordi Italia – Libia.

Sono ore concitate per due imbarcazione alla deriva nella zona SAR maltese che hanno chiesto aiuto alla ong Alarm Phone alle 2 di notte di sabato 25 luglio; un’imbarcazione con 95 persone a bordo, rischia di affondare perché sta imbarcando acqua, l’altra con 45 persone a bordo ha chiesto soccorso immediato. Entrambe le imbarcazioni, alla deriva nella zona SAR maltese, sono state segnalate alla autorità maltesi, al momento in cui si scrive, le autorità non hanno dato alcuna risposta. Si spera nell’intervento del mercantile Maridive230 che si trova a 20 miglia dall’imbarcazione con 95 persone a bordo.

S i fa sempre più difficile la situazione a Lampedusa, il sindaco Martello ha deciso di chiedere lo stato di emergenza per l’isola, i migranti ospitati nell’hot spot dell’isola sono circa mille, dieci volte il numero della capienza massima della struttura. Sono stati incessanti negli ultimi giorni gli sbarchi sull’isola, 450 sono stati trasferiti a Calà, con i mezzi della Guardia di Finanza e traghetti di linea, ma in piena pandemia c’è anche l’esigenza di separare i positivi al Covid 19 – 25 sono infatti le persone positive al test e sbarcate sull’isola – dalle persone non infette.

Lunedì 27 luglio a Roma Ascanio Celestini, Roberto Saviano, Emma Bonino e la scrittrice Valeria Parrella saranno in piazza insieme alle altre associazioni e ong, per chiedere di annullare gli accordi con la Libia, aprire corridoi umanitari e chiudere i cd. centri di detenzione libici.

E’ stato presentato un ricorso al Comitato per i Diritti Umani dell’Onu da Asgi e il Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS) per due migranti, contro Libia, Malta e Italia, per aver subito la violazione del diritto di lasciare la Libia ; i due migranti avrebbero tentato di scappare dal Paese in guerra, come ormai succede per tante persone che cercano di scappare dalle torture dei lager libici, sono stati intercettati dalle autorità italiane e maltesi e riconsegnati alla guardia costiera libica e riportati nel Paese contro la loro volontà.

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