Fobofobia

La paura delle paure

Fobofobia, come si può evincere dalla scomposizione della parola, significa paura di avere paura. Ma se fosse invece la paura di non avere paura? Sinceramente sono stanco di sentire “la paura” come giustificazione a qualsiasi crimine.

  • Ha ucciso la moglie perché aveva paura di essere lasciato;
  • Votano la Lega perché hanno paura che il nero gli fotta il lavoro (in nero);
  • La ggente non vuole i migranti perché ha paura di perdere la propria identità.

Ma magari si perdesse un pò di questa disintegrante e vigliacca identità. E soprattutto, riconosciamo che non si tratta di paura ma di scelta. La scelta di odiare.

Qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.

Umberto Eco – Il cimitero di Praga

Cui prodest?

La realtà, dettata dai fatti, è che mentre psicopatici fascisti e neonazisti coompiono stragi in Europa, le loro controparti politiche siedono negli scranni dei Parlamenti. E lo fanno con i voti degli indifferenti.

E le istituzioni democratiche cosa fanno? Rimangono chiuse in un assordante silenzio, agitando la paura di prestare il fianco a chi vive di paura, permettendo agli stessi di continuare a servirsi della paura per sembrare più forte.

Gli untori di odio usano la chiave della paura – facile accesso al cervello rettile – per penetrare e inoculare le menti di chi preferisce cibarsi di odio, anzichè munirsi degli anticorpi della conoscenza. E’ molto più facile nascondersi dietro la “paura” anzichè affrontare, con responsabilità, il dovere di essere umano.

Viviamo in un’epoca di caos e frammentazione. e dovremmo prenderla con positività. Non averne paura o vederla come un elemento distruttivo per la società, bensì come il materiale con cui possiamo ricostruirla. Mi dà fastidio vedere chi scava tra le macerie e cerca di tirare fuori nuovi assolutismi.

David Bowie

Fobofobia

A queste riflessioni ho dedicato un testo, una poesia, una canzone. Tutte insieme nelle seguenti parole.

Paura di me, paura di te, paura perché ti hanno detto che c’è, un motivo, un perché per aver paura di me, che son come te ma ho un colore diverso, un bisogno, un pregresso che mi nega il progresso, che riduce me stesso alla fame e al silenzio, a tenermi gli scarti di ciò che mi rubi e poi butti.

Hai paura della tua mente se riflette. Preferisci il riflesso di uno specchio delle loro brame, che ti riempie la pancia di viltà tristi e grame.

Hai l’acquiescenza del servo che si vende al compromesso. In cambio della libertà di viver genuflesso.

La paura è il lucchetto che chiude il mondo fuori dalla porta. Mentre accetti di finanziare chi per te tortura e deporta.

Alla fin fine quello che a te davvero importa, è poter ridurre gli umani a una comoda conta.

Perché ogni mero numero non è un vero singolo, ed è facile sfogare con un grafico il tuo cinismo sadico.

Ti hanno messo paura dell’umanità che arriva e ti sei detto “Meglio lasciarla crepare alla deriva.”

Non ti accorgi che per difendere il prima Io, affoghi nel Mediterraneo anche il tuo Santo Dio.

Hai paura se mi costringi a viver alla giornata. Ma la mia forza è la bellezza di una farfalla colorata.

Stringimi la mano fratello mio.

A guardare al cielo posso insegnarti io.

Vedi sbarre o muri di filo spinato?

È solo nella tua mente che sei confinato

La paura è vera se tu vuoi che sia.

La paura vera è che tu non sia.

I poteri forti lasciali ai già morti.

Abbi il coraggio e scegli di salvarti.

Daniele Fiorenza

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