Francesca Totolo, come batterla con la logica.

GRAZIE FRANCESCA TOTOLO

Quando nel 1687, ben 300 anni prima della mia nascita, Isaac Newton enunciò la terza legge della dinamica, dubito che tra le sue possibili applicazioni avesse preso in considerazione, tra le forze in azione, lo squadrismo online di Francesca Totolo da una parte e la solidarietà attivista dall’altra. Eppure è andata proprio così. In seguito al recente attacco social, subìto a causa di un mio tweet, (nella foto) ho potuto personalmente constatare che a ogni azione corrisponde non una, bensì molteplici reazioni uguali e contrarie. Anzi approfitto di questo spazio per ringraziare sinceramente Francesca Totolo: “Grazie Francesca, dopo il tuo attacco al JLP abbiamo ricevuto tante donazioni per la nostra campagna e tante nuove richieste di persone che vogliono unirsi a noi.”

RIFLESSIONI SOCIOLOGICHE

Pensando in maniera olistica al tentativo totoliano di intessere una trama dell’odio, volta a offendere me e il collettivo, è possibile rilevare e analizzare spunti socio-logici sul tema. La fallita aggressione ha inevitabilmente confermato l’importanza di parlare di odio online e delle sue conseguenze (o forse radici?). Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi ho esaminato ciò che era successo e sono giunto a delle riflessioni che voglio condividere.

FALLACIE LOGICHE

La fallacia logica (dal latino fallere – ingannare) è un tentativo di persuadere o contrastare in maniera ingannevole il proprio interlocutore. I talk show, i titoli di pseudo giornali (come Libero o il Primato Nazionale per citarne un paio) ne sono sempre più pieni. La cultura capitalista dello Spendi Spandi Effendi – il conseguente e necessario annullamento dello spirito critico, il fast-food della politica degli slogan – hanno velocizzato e riprodotto in maniera sempre più allargata questo fenomeno. In sostanza si tratta di usare argomenti ad hoc, che possono anche contenere ragionamenti o fatti reali, ma che non hanno una correttezza logica relativamente al contesto o all’argomento di cui si parla.

FALLACIA DELL’ARGOMENTO FANTOCCIO

Le fallacie sono molteplici e non le tratterò tutte, non sarebbe il caso. Ti invito comunque a studiarle per imparare a contrastare consapevolmente questo tipo di aggressioni alla tua mente.

“Istruitevi, perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.”

Antonio Gramsci

Nel mio caso specifico – come mi è stato spiegato un’amica attivista, facente parte di una task force contro l’hate speech (non la cito per evitarle eventuali attacchi) – Francesca Totolo ha utilizzato la fallacia dell’argomento fantoccio. Come ci spiegavano spesso i nostri insegnanti alle scuole elementari, ha cercato cioè di mettere insieme le mele con le pere. Mi spiego meglio. Il suo intento era spostare la discussione, dall’odio online e dal documentario che ne parla, (I Fili dell’odio scritto, tra gli altri, da Tiziana Barillà e con la regia di Valerio Nicolosi) al mio attivismo che, a suo dire, è rivolto solo ai migranti e ai non italiani. Italiani che, sempre secondo Francesca Totolo, io lascerei morire di fame solo in quanto tali.

Ovviamente i due argomenti non coincidono non solo nella realtà dei fatti – che non può essere conosciuta o ipotizzata da Francesca Totolo – ma non coincidono proprio logicamente. Sono due cose separate. Per fare un esempio è come se, per assurdo, giornalisti o politici affermassero che non può esistere il riscaldamento globale perché c’è stata una nevicata record…come dici? È successo?… Ah!!!

Ma come è possibile che i follower della Totolo mi abbiano attaccato nonostante la evidente illogicità degli argomenti?

BIAS DI CONFERMA

Il bias di conferma è uno dei bias cognitivi del nostro cervello. Consiste nel cercare soltanto le informazioni che confermano i nostri pregiudizi, tralasciando o rifiutando quelle contrarie. Un esempio attuale è quello di chi afferma che il COVID non esiste perché lui non conosce nessuno che sia stato male o sia morto per questo virus. Questo soggetto può arrivare a trascurare o addirittura negare i numeri tristemente reali dei morti di COVID. Il bias non è una prerogativa di sovranisti, ignoranti, reazionari etc. È un inganno del cervello nel quale possiamo cadere tutti. Francesca Totolo, come Salvini, Meloni etc. conoscono la loro fan base. Macchine di consenso come “La Bestia”, lavorano proprio per costruire e consolidare questi meccanismi. Francesca Totolo sapeva che con la retorica dell’attivista buonista che aiuta i neri e odia gli italiani (che sarei io secondo lei) avrebbe scatenato le reazioni che ha suscitato. La sua azione è stata voluta e premeditata.

#Totolo

QUALCHE DOMANDA

Nonostante quanto sopra, l’odio (quello vero) è stato quantitativamente e qualitativamente trascurabile. Sull’argomento odio ti invito a leggere qui. Allora mi sono chiesto: “Come mai, tranne qualche attacco derubricabile al rinomato “asilo Mariuccia”, non sono stato oggetto di quel fango, di quella veemenza, di quello schifo che leggiamo in altri casi del genere?” Mi sono dato alcune risposte.

GENDER GAP E WHITE PRIVILEGE

In realtà le risposte sono domande e sono le seguenti:

  • E se fossi stato una donna?
  • E se fossi stato un/una “non-italiano/a”? Secondo l’accezione nazionalsciovinista?

È evidente. Il fatto di essere un maschio bianco e con un cognome neutro (non assimilabile a una qualche regionalità, magari terronica, tale sono in effetti) mi ha fornito uno schermo, un limite rispetto ad attacchi che temo sarebbero stati molto più marcati in un caso diverso.

Sono domande alle quali noi uomini privilegiati dobbiamo risponderci. La necessaria e urgente lotta al patriarcato e a ogni forma di discriminazione passa soprattutto dal loro riconoscimento, anche nelle forme più sottili.

UNA NUOVA SPERANZA

Tra le varie interazioni ho anche avuto modo di trovare una speranza. Sicuramente i numerosi attestati di stima e solidarietà, molto più elevati rispetto agli attacchi, mi hanno fatto sentire parte di una comunità vasta. Vasta ma non ancora abbastanza. Se è vero almeno in parte ciò che hai fin qui letto, dovresti aver capito che un terreno comune esiste. Dobbiamo provare a coltivarlo. Usare una comunicazione meno istintiva e più ragionata. I semi di umanità sono presenti in ognuno di noi. Dobbiamo solo spalare via la merda fascista sotto i quali sono seppelliti e concimarla con il letame del dialogo. Letame dal quale può nascere un fiore baciato dal rosso sole dell’avvenire.

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