Italia e Malta chiudono i porti ma le partenze continuano

La Alan Kurdi, unica nave ONG presente nella zona SAR libica , è riuscita a salvare 68 migranti che viaggiavano su un barca di legno in condizioni precarie. Durante questa operazione la cd. guardia costiera libica che si trovava sul posto ha iniziato a sparare in aria e molti migranti si sono buttati in acqua; fortunatamente non ci sono stati feriti e la ONG è riuscita a recuperare tutte le persone e a metterle in salvo sulla propria imbarcazione. A poche ore da questo primo soccorso la Alan Kurdi ha intercettato un’altra imbarcazione con 82 persone a bordo, pertanto al momento, sulla nave della ONG sono presenti 150 persone tra cui donne e bambini. Il governo italiano, nel frattempo, ha firmato un decreto con cui ha dichiarato che i porti italiani non saranno considerati luoghi sicuri a causa del corona virus, il decreto sembra prendere di mira le navi delle ONG battenti bandiera straniera che hanno operato soccorsi nel Mediterraneo, il che si traduce per un divieto di sbarco per la Alan Kurdi.

Secondo Alarm Phone sono state 600 nel solo mese di marzo le persone partite dalla Libia, respinte e riportate nel Paese. Al momento non si sa ancora se questi respingimenti sono stati operati dalla cd. guardia costiera libica o dalle navi mercantili di passaggio nel Mediterraneo. Anche a Lampedusa c’è stato uno sbarco con 36 migranti provenienti dalla Tunisia a distanza di tre settimane dall’ultimo sbarco; le persone sono state messe tutte in quarantena nell’ “hotspot” dell’isola. In questo ore Alarm Phone ha ricevuto richieste di aiuto da altre quattro imbarcazioni presenti nella zona SAR maltese, ma La Valletta al momento non ha intenzione di prestare i soccorsi per evitare uno sbarco sull’isola.

Anche la situazione dei profughi siriani e afgani non migliora sul fronte turco – greco; l’epidemia è arrivata con un primo caso nel centro di detenzione di Moria sull’isola di Lesbo. Essendo i centri luoghi sovraffollati è impossibile applicare misure di prevenzione e contenimento, mancano le più elementari strutture igienico – sanitari e MSF chiede l’evacuazione dai campi.

E l’epidemia del Covid 19 non ferma la guerra in Libia ; il generale Haftar ha fatto bombardare un ospedale di Tripoli destinato ai ricoveri per i casi di Covid – 19. E il virus non fermerà la fuga dei migranti dalla Libia, come dimostrano gli ultimi soccorsi e i piccoli sbarchi nell’isola di Lampedusa, la guerra civile e le disumane condizioni nei centri di detenzione libici fanno più paura del coronavirus.

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