Ite missa est: Il COVID seppellirà il bigottismo?

Il COVID seppellirà il bigottismo?

Viviamo in tempi interessanti. Singolari e difficili ma interessanti. Viviamo in tempi in cui dal letame infetto della crisi può nascere il seme dell’opportunità. Tempi in cui l’essere umano ha l’occasione – forse l’ultima – per resettare un mondo di ingiustizie. Un mondo frutto del bilioso bigottismo, religioso ma non solo, con il quale abbiamo concimato le generazioni passate. La sfida quindi è questa: il COVID seppellirà il bigottismo?

Se finora tutti noi abbiamo abusato dell’indifferenza per giustificare la cecità selettiva – rispetto alle sofferenze del mondo – adesso abbiamo la possibilità di fermarci a riflettere.

Il COVID-19 sta dando il pretesto ai più fortunati tra di noi, coloro che devono solo rispettare la quarantena, di riappropriarci del tempo.

È il momento per guardare alle nostre anime come dentro a uno zaino. Siamo alla vigilia della partenza verso un grande e decisivo viaggio per l’essere umano. Con quali parole, emozioni, sensazioni riempiremo lo zaino? Quali zavorre lasceremo fuori?

Il bigottismo è una pesante zavorra

Nei mesi scorsi era facile imbattersi in agitatori di rosari e in calorose, quanto comodamente personalizzate, manifestazioni di fervore religioso.

Interpretazioni esegetiche che supponevano un divino sostegno ad azioni contrarie a qualsiasi principio di fratellanza umana. Atti brutali, compendiati spesso sotto forma di decreto.

Ma l’ipocrisia, il bigottismo e la falsità sono pesanti zavorre. L’unica risposta possibile è l’amore. Ed è l’unico bagaglio che ci serve per intraprendere un viaggio lungo e inclusivo.

La devozione, volta in bigottismo dalle anime false e corrotte, può viziar la coscienza peggio che ogn’altra abitudine di perversità.

Ippolito Nievo

Ite missa est

Oggi è Domenica, giorno di Eucarestia.

Al cuore immacolato di Maria consacrata è l’ipocrisia.

Corpo di Cristo, tu che fotoritocchi i peccati in cui affondo, 

filtra i selfie dell’animo. Vile, turpe e immondo.

Per responsabilità e coscienza ci vuole pazienza.

E’ più comodo servirsi al fast-food dell’indifferenza.

E quando di odio riempi la panza,

poi funziona male anche la testa.

Così confondi il delirio di tracotanza 

con la patriottica lotta per la causa giusta.

E’ facile urlare “Son tutti nemici

Negri, rossi, francesi e pure i fenici.”

Se l’indice indichi contro qualcuno, 

in tre puntano te e resti solo e nessuno.

Abbraccia l’amore, usa l’umana-mente

la paura sparirà, come dopo il nepente.

Daniele Fiorenza

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