La politica europea continua con i respingimenti illegittimi ed omissioni di soccorso in mare : denunce al Tribunale de La Valletta per la morte di 12 migranti avvenuta il giorno di Pasqua.

E’ stata aperta un’indagine nei confronti del premier maltese Robert Abela, per la morte di 12 migranti e la deportazione degli altri 51 presenti sullo stesso barcone, che nei giorni della festività pasquali è rimasto alla deriva per 5 giorni nonostante le richieste di aiuto fossero arrivate tramite Alarm Phone. La denuncia è stata presentata al Tribunale de La Valletta, dopo la mobilitazione di molte organizzazioni e associazioni, che hanno ricostruito la vicenda grazie alle informazioni date da Alarm Phone. Anche la Chiesa di Malta sta facendo pressioni sulla Santa Sede perché si riaprano corridoi umanitari europei per i profughi e i migranti intrappolati in Libia. Giornalisti e attivisti hanno cercato di ricostruire cosa sia realmente accaduto tra la notte del 13 e 14 aprile, tuttavia questa ricerca sembra essere messa a rischio dal silenzio e dalla connivenza di tutte le istituzioni.

Tutti negativi i tamponi per la ricerca del Covid – 19 effettuati sui migranti a bordo della nave della Tirrenia, Rubattino, trasbordati dalla Alan Kurdi e dalla Aita Mari. A questo punto si pone il problema di un loro eventuale sbarco dato che a causa di un decreto interministeriale i porti italiani sono stati chiusi per l’emergenza Covid 19, è comunque prevista, data la disponibilità dei Paesi europei, di una loro redistribuzione sul territorio europeo.

Nonostante l’emergenza corona virus il Governo italiano, nel più assoluto riserbo, continua a finanziare lo Stato libico per fermare i flussi migratori definiti “illegali” ; il 16 aprile, il Ministero dell’Interno ha aggiudicato un appalto da 1,6 milioni di euro per sei nuove imbarcazioni destinate alla polizia navale libica. Per l’acquisto delle sei imbarcazioni, il Governo italiano ha attinto al “Fondo Fiduciario per l’Africa” istituito dalla Commissione europea nel 2015.

La guerra in Libia non si ferma nonostante l’emergenza Covid – 19 e le richieste di tregua avanzate dall’Onu per il Ramdam. A causa della pandemia la diplomazia internazionale, che a Berlino nei mesi scorsi aveva cominciato a lavorare per dirimere il conflitto, ha bloccato la sua attività di mediazione. A dare una svolta al conflitto, però, potrebbero essere contingenze esterne : la crisi petrolifera e la crisi economica globale dovuta alla pandemia potrebbero incidere fortemente sulle sorti del conflitto, queste stesse circostanze, però, potrebbero aumentare il flusso migratorio dal Nord Africa.

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