La “Porta d’Europa” a Lampedusa impacchettata: chiusa l’isola agli sbarchi

Archiviata l’imputazione contro il premier maltese Robert Abela per la “strage di Pasquetta ” e i respingimenti illegittimi verso Libia e Italia avvenute nel mese di Aprile . Non sono stati ascoltati i 51 superstiti rispediti in Libia, sono state ascoltate invece le 66 persone approdate a Malta; le audizioni sono state molto superficiali : 15 minuti per ciascun testimone, di cui metà occorrente solo per la traduzione. Fresco di questa archiviazione il premier maltese ha siglato con il premier libico Al Sarraj un memorandum per dare insieme” la caccia ai migranti”, con fondi europei da destinare a Tripoli. Nuovi “centri di coordinamento” nei porti di Tripoli e La Valletta, nuovi finanziamenti alla guardia costiera libica, con il memorandum Malta ufficializza i suoi rapporti con Tripoli, già scoperti con i “pescherecci fantasma” e i continui respingimenti verso lo stesso Paese da cui le persone scappavano.

Roberto Saviano denuncia il silenzio su quanto sta accadendo nel Mediterraneo in questi mesi di pandemia; senza le Ong in mare sono rimasti solo Alarm Phone e il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura a testimoniare delle morti in mare, di quanti tentano di scappare dalla Libia per raggiungere l’Europa. Tutto si sta svolgendo nella totale indifferenza e quello che è peggio nel silenzio. Inoltre, anche l’ultima decisione del Governo italiano di far trascorrere la quarantena su delle navi come la Rubattino e la Moby Zazà, destano qualche dubbio sotto il profilo giuridico. Nei giorni scorsi un migrante di nazionalità tunisina, si è gettato dalla nave Moby Zazà, dove stava trascorrendo la quarantena.

Nuovi sbarchi a Lampedusa, di cui uno autonomo; dallo stato dei migranti approdati sull’isola, si desume che le condizioni del viaggio sono state difficili ; i migranti erano tutti bagnati e il mare in questi giorni è stato molto agitato. La “Porta d’Europa” di Lampedusa, il monumento dell’artista Mimmo Paladino, è stata “impacchettata” chiudendo simbolicamente l’isola agli sbarchi. Gli autori hanno rivendicato la paternità del gesto sui social, provenienti da partiti di destra ed estrema destra, hanno dichiarato di aver chiuso la porta e di volerla inviare all’Ue perché stufi dei continui sbarchi e della politica pro – immigrazione del governo.

Il Governo di accordo nazionale libico (GNA) è riuscito a liberare l’intera circoscrizione di Tripoli dalle milizie del Generale Haftar, che a Reuters ha confermato la ritirata dalla città. La coppia al Serraj/Erdogan ha sovvertito le sorti della guerra civile libica nelle ultime due settimane. Ora il conflitto si sposterà verso la Cirenaica, l’obiettivo per i due alleati è annientare Haftar, ma per il leader turco c’è anche e soprattutto la garanzia che questa alleanza gli darà la possibilità di accedere alla ricchezza petrolifera del Paese.

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