Rivolte immaginarie di migranti

Cosa è successo sulla Vox Triton? Cos’è la Vox Triton? Una nave battente bandiera di Gibilterra, cioè territorio britannico, ossia al di fuori dell’Unione Europea. Ha raccolto 77 migranti. E intendeva riportarli in Libia, aveva concordato con le autorità libiche di fare così. Due anni fa, nel marzo 2019, la nave riportò in Libia 54 migranti recuperati a 70 miglia dalle coste africane.

Questa mattina i migranti a bordo erano sospettati di avere scatenato una rivolta per essere portati in Italia, quando si sono accorti che la nave voleva riportarli verso sud. Stasera la versione cambia: «Non emergono insurrezioni a bordo della Vos Triton, né violenze o minacce dei naufraghi nei confronti dell’equipaggio della nave, per indurli a trasportarli in Italia – dice il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella -. Emergerebbe soltanto un evidente disappunto dei naufraghi quando hanno appreso la notizia del loro ritorno in Libia». Disappunto significa, da Treccani: dispiacere, senso di delusione e talora di irritazione per un’improvvisa contrarietà. Io vorrei vedere voi, dopo aver creduto di essere tratti in salvo da morte in mare e di aver avuto successo nella fuga dall’inferno libico come reagireste alla prospettiva di dover ritornare lì, dove appena sbarchi ti rinchiudono in un lager! Provereste solo disappunto?! Io scatenerei un pandemonio, che autocontrollo ci stanno insegnando questi migranti!

Senza contare che la Vox Triton poteva mettersi in seri guai ascoltando la guardia costiera libica, come testimonia Giorgia Linardi, portavoce della Ong Sea Watch: «Con il nostro aereo Moonbird, sabato scorso avevamo seguito dall’alto i movimenti della nave – racconta – e abbiamo visto che stava facendo rotta verso sud. Dall’aereo li abbiamo chiamati avvertendoli che non potevano andare in Libia ma non ci hanno risposto. Però poi abbiamo visto che hanno invertito la rotta, dirigendosi verso Lampedusa». Avrebbero compiuto un respingimento illegale, per il quale altre società marittime, come la Augusta Offshore, si trovano ora sotto processo.

L’Oim stima che da inizio anno siano circa tremila le persone riportate indietro. Illegalmente, sottoponendole, come dichiara l’inviato speciale dell’Unhcr per la situazione nel Mediterraneo centrale o occidentale, Vincent Cochetel, a “condizioni di detenzione nei centri di detenzione del governo libico che sono inaccettabili”. Ah, bene, allora chissà perchè i suoi collaboratori sono lì ad accogliere i migranti ed “aiutare”, quando queste deportazioni avvengono, senza mai denunciare nessuno.

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