Storica sentenza del Tribunale civile di Roma per 11 eritrei, ancora “emergenza ” Lampedusa, 27 migranti soccorsi da un cargo danese da un mese non hanno l’autorizzazione a sbarcare.

A Palazzo Chigi si è tenuta una riunione con il sindaco di Lampedusa, Totò Martello e il Presidente della Regione Sicilia Musmeci, per discutere delle problematiche relative agli sbarchi sull’isola e in Sicilia. Il premier Conte ha promesso che ci saranno nuovi accordi bilaterali con la Tunisia per il rimpatrio dei migranti, negli ultimi mesi sono soprattutto tunisini ad essere sbarcati sull’isola al fine di raggiungere la Francia, loro meta finale. Conte ha anche espresso l’intenzione di pattugliare la zona costiera prossima alle Pelagie, ma c’è davvero un’emergenza Lampedusa ? Secondo il sindaco Martello quello che più ha danneggiato Lampedusa, sono state le fake news che sono circolate, montate ad arte dai sovranisti,che hanno danneggiato l’immagine dell’isola e messo a rischio la stagione turistica, secondo l’ex sindaco dell’isola Giusi Nicolini, l’emergenza è stata causata solo dall’assenza di una pianificazione da parte del Governo italiano e della Ue.

Storica sentena del Tribunale civile di Roma, che ha condannato il Governo italiano al risarcimento del danno nei confronti di alcuni rifugiati eritrei respinti illeggitimamente in Libia, il Tribunale ha riconosciuto, inoltre, il loro diritto a richiedere la protezione internazionale in Italia come previsto dall’art. 10 della Costituzione. La causa, patrocinata da alcuni avvocati dell‘Asgi con il supporto di Amnesty Internationale, è arrivata dopo pù di 10 anni dall’avvenimento dei fatti; era il 29 giugno del 2009 quando un barcone con 89 migranti scappati dalla Libia, viene intercettato e soccorso dalla Marina Militare italiana, che invece di portarli in Italia li riconsegna ai libici. Alcuni di loro sono poi nuovamente fuggiti per via terra arrivando fino in Israele, nel 2016 Amnesty e Asgi hanno promosso l’azione legale per 11 eritrei, che oggi si sono visti riconoscere il visto d’ingresso per l’Italia.

Sono ancora a bordo della Maersk Etienne, cargo di proprietà di una società petrolifera danese, che lo scorso 5 agosto ha soccorso 27 migranti fuggiti dalla Libia, in zona SAR maltese su richiesta de La Valletta. Da oltre un mese i migranti soccorsi in mare sono rimasti sul cargo perchè nessun Paese ha dato l’autorizzazione allo sbarco. Unhcr, Oim e Ics chiedono alle autorità europee un porto sicuro per lo sbarco.

Alcuni migranti salvati dalla nave Diciotti due anni fa, hanno permesso alla Procura di Palermo di identificare alcuni trafficanti che organizzavano i viaggi verso l’Italia e che in Libia gestivano i campi di detenzione. Il più autorevole di questi trafficanti si chiama Abduselam, che in Libia gestisce tre campi di prigionia :a Cufra nella Cirenaica, a Bani Walid nel distretto di Misurata, e Ash-Shwayrif in Tripolitania, il campo più grande, che può contenere fino a 1000 migranti, con i proventi dei traffici Abduselam avrebbe costruito una sontuosa residenza con moschea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quattro + quattordici =