Il collettivo JLProject si è costituito in un’associazione: nasce JLProject ETS.
Siamo molto fieri di annunciare che JLProject è diventato legalmente un ente del terzo settore con la denominazione JLProject ETS. Un passo legale importante e doveroso. In questo clima politico sempre più oscuro ci assumiamo delle responsabilità e ci uniamo ufficialmente alla resistenza.
Cosa fa l’associazione
Come si legge sullo statuto, JLProject ETS è un’associazione senza fini di lucro che fornisce supporto tecnico e legale alle vittime delle violazioni dei diritti umani, a tutte quelle persone che vengono perseguitate, catturate, deportate a causa delle loro origini o del colore della loro pelle.
Belle parole, vero? Ma è ancora più bello che non siano solo parole.
In questi anni (il colllettivo è nato nel 2019) ci siamo specializzati sulla rotta libica, abbiamo studiato moltissimo, trovato prove su migliaia di respingimenti illegali e assistito più di 600 persone catturate in mare e deportate nei lager libici. Grazie alle prove reperite, sono state avviate una serie di cause legali per la liberazione delle persone. Abbiamo già vinto le prime cause e quando il governo italiano è stato condannato a emettere il visto di ingresso in Italia per la prima persona, Harry Abdulatif, gli abbiamo comprato il biglietto aereo da Tripoli a Roma, lo abbiamo accolto all’aeroporto, abbiamo festeggiato e poi ci siamo rimessi subito a lavorare vincendo anche la causa di Adam.

JLProject è un’associazione di persone che non perdono tempo in chiacchiere e lo usano per fare cose pratiche.
Il passato e il futuro di JLProject ETS
In questi anni abbiamo costruito una rete di collaborazioni con gruppi di avvocati, ricercatori universitari, altre associazioni. Tanti volontari sono entrati nel JLProject, figure tra loro diverse ma accomunate dalla stessa voglia di fare e imparare che le ha portate in tempi rapidissimi ad aiutare in modo efficace persone che avevano bisogno di sostegno.
Nel festeggiare oggi la nascita della nuova associazione ricordiamo e ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato e ispirato in questi anni a partire da due, le prime, le più importanti, quelle che hanno dato il nome al collettivo Josi and Loni Project (JLProject) e origine a tutto:
- Josi, ragazzo morto sul pavimento del lager libico di Zintan a causa della deportazione illegale ordinata dal governo italiano (oggi è verità processuale, grazie anche al nostro lavoro)
- Loni, bimbo nato sul pavimento di un lager libico (era nella pancia della sua mamma durante la deportazione illegale), per fortuna si è salvato, ha già vinto la causa di primo grado contro il governo italiano che l’ha fatto soffrire, oggi vive in Europa ed è un bambino bellissimo che cresce libero e che ci dona la speranza e la forza per riuscire a cambiare le cose.



