UNvisibles letteralmente vuol dire “invisibili all’ONU” ma, chiariamolo subito, è un’invisibilità intenzionale. Per noi gli UNvisibles sono tutte quelle persone che l’ONU non vuole vedere, che sceglie di non aiutare.
In Libia, ma anche in Tunisia e altri paesi africani, ci sono persone vulnerabili che hanno chiesto assistenza all’ONU (precisamente all’UNHCR), che hanno diritto a questa assistenza ma che non sono stati aiutati.
Il progetto UNvisibles di JLProject fornisce avvocati alle persone migranti vulnerabili che UNHCR esclude da aiuti ed evacuazioni.
Le persone in queste condizioni sono moltissime e quindi siamo partiti dalle più vulnerabili tra le vulnerabii: bambini, donne, malati.
I nostri avvocati fanno istanze all’UNHCR e sollecitano le procedure di evacuazione.
Il team di UNvisibles supporta diverse persone migranti altamente vulnerabili, tra cui famiglie con bambini piccoli e/o gravi esigenze mediche, e vittime di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Documentiamo i loro casi e li indirizziamo a una rete di ONG umanitarie e mediche competenti per il supporto. Ci occupiamo della loro difesa presso l’UNHCR e perseguiamo attivamente le misure previste dal mandato UNHCR per le quali hanno diritto, tra cui la determinazione dello status di rifugiato (RSD) e le procedure di reinsediamento, nonché le misure di sostegno provvisorio.
Il team di UNvisibles
Il team attivista di UNvisibles è un gruppo di JLProject di cui fanno parte attiviste e attivisti. Alcuni sono anche avvocati e paralegali, ma non tutti.
Partecipa al progetto anche il gruppo universitario della Goldsmith University of London. Dopo un periodo di formazione, soprattutto legale, gli studenti diventano operativi e subito in grado di aiutare le persone migranti in Libia e Tunisia.
Collaborano spesso i Refugees in Libya, che ci aiutano e metterci in contatto con le persone da seguire.
Come nasce il progetto UNvisibles
Il progetto UNvisible nasce da un messaggio, una richiesta di aiuto su messenger da una mamma siriana. La storia di questa donna e della sua numerosa famiglia resta un pensiero fisso per un po’. Scappare dalla guerra, fare un lungo viaggio ed arrivare in Libia con la speranza di trovare un’opportunità di salvezza… ed invece il nulla.
La famiglia è in Libia. Come aiutarla? Da tanti anni viene abbandonata da UNHCR e la situazione precipita ulteriormente quando una dei 7 figli si ammala, una grave malattia che le procura crisi epilettiche importanti. Ha urgenze di essere curata.
Da questo caso e dall’angoscia che ci suscita nasce il team di UNvisibles, un gruppo che tuttora lotta per questa famiglia e che sollecita UNHCR tramite avvocati.
Ma nel frattempo siamo cresciuti, siamo diventati più bravi ed efficienti, abbiamo aggiunto tante altre persone alla lista degli “invisibili all’ONU” che assistiamo legalmente.
I successi del progetto: le persone evacuate
Nel primo anno di attività, il progetto UNvisibles ha avuto già dei successi.
Siamo riusciti a far assistere legalmente tre diverse famiglie alle quali UNHCR Libia aveva rifiutato lo status di rifugiato. UNHCR ha infine capitolato, ha fornito la RSD e le persone hanno potuto così aver accesso alle liste di evacuazione. Adesso sono in Italia! In tutto sono 9 bambini e bambine, con i loro genitori.
Il momento più bello è quando cambia l’argomento di conversazione. Prima era la sopravvivenza: cibo, medicine, attacchi armati, bombe… Adesso con le famiglie evacuate parliamo di cose normali: scuola dei figli, ricette di cucina, progetti, sogni.

Chi supporta e finanzia il progetto
UNvisibles è sostenuto e finanziato da Mediterranea Saving Humans, dalla Goldsmith University of London e, non ultimo, da tante persone che fanno donazioni al JLProject.



