In sostegno all’occupazione di Spin Time, il JLProject lavora da qui per aiutare le persone catturate in mare e deportate nei lager libici.
L’umanità è sotto attacco ormai in tutto il mondo. La solidarietà viene vilipesa, criminalizzata, aggredita, sgomberata, presa a manganellate e addirittura uccisa a colpi di pistola da una serie sempre più folta di governi razzisti.
Ma c’è una buona notizia: in questo clima oscuro nascono e brillano sempre più sacche di resistenza. Gente comune si sveglia, si mette in gioco, si unisce. Difende i più deboli. Così, l’umanità difende se stessa.
Spin Time nasce nell’ottobre del 2013 con l’occupazione di un palazzo di 10 piani e 21.000 mq nel rione Esquilino di Roma. Ospita 150 nuclei familiari provenienti da tutto il mondo. Offre servizi sociali, sportelli per immigrazione/lavoro, doposcuola, coworking. Ospita attività culturali ed è un fondamentale luogo di incontro e di dibattito. Esiste per dimostrare che un’altra città è possibile.
Non stupisce che l’attuale governo italiano voglia distruggere Spin Time.
JLProject ha firmato l’appello di Spin Time e ha deciso di partecipare, anche fisicamente, alla difesa di qusto spazio.
Il martedì pomeriggio le attiviste di JLProject lavorano dalla sala rework di Spint Time.

Difendere gli spazi sociali e abitativi significa difendere un’idea di città fondata sulla partecipazione, sulla giustizia e sulla solidarietà.
Il gruppo di lavoro del martedì a Spin Time è dedicato allo studio delle motovedette regalate alla Libia dal governo italiano. Sono costosissime imbarcazioni che catturano violentemente persone in mare e le deportano nei lager libici. I miliziani che lavorano sulle motovedette vengono addestrati nelle basi militari italiane. In molti casi, durante le catture, hanno ucciso persone. Hanno attaccato più volte anche le navi delle ONG a colpi di fucile.
La società civile in Europa ha presentato molte denunce per i crimini dei miliziani libici addestrati dal governo italiano ma queste denunce rischiano l’archiviazione quando le procure italiane non conoscono i nomi dei criminali.
I miliziani libici sono criminali che dormono sonni tranquilli forse perché convinti che il governo italiano (lo stesso che li ha addestrati) li protegga. Godono di totale impunità e con sadica spavalderia pubblicano le prove dei loro crimini sui social network assieme alle foto dei loro addestramenti in Italia. Incredibilmente pubblicano selfie scattati nelle basi militari italiane in cui inquadrano ben bene il diploma ricevuto con la data, il nome della base militare italiana e il loro nome e cognome.
Il gruppo di ricerca di JLProject ricostruisce la mappa dei crimini in mare collegando ogni milizia criminale alla motovedetta che ha ricevuto in regalo dal governo italiano e studiando l’addestramento che ha ricevuto a spese dei contribuenti italiani.
Già all’inizio del lavoro ci siamo resi conto che TUTTE le motovedette regalate dal governo italiano alle milizie libiche hanno commesso crimini. Qualche esempio? La Nalut 302, regalata dal governo Meloni, sperona le barche per uccidere le persone che fuggono dalla Libia; la Fezzan 658, regalata dal governo Conte I, ha sparato sui soccorritori di Mediterranea Saving Humans; la Houn 664, , regalata dal governo Meloni, ha cercato di uccidere l’equipaggio della Ocean Viking…
E’ possibile partecipare al gruppo di ricerca del martedì pomeriggio a Spin Time.



