Asso Ventotto

statusProceedings Concluded
nameV_AssoVentotto
date2018-07-30
patrol_boatRas el Jadir 648
prison
related_icao
linkhttps://twitter.com/rgowans/status/1024026715948048387?s=20&t=GtXPEGGnFd9LfIq1GUqNOw

La Libia NON è un porto sicuro, sancisce la Cassazione, perché le persone possono subire lesioni e morte.

Anche in Cassazione Giuseppe Sotgiu, il comandante della nave Asso Ventotto, viene condannato ad un anno di reclusione per aver illegalmente sbarcato persone in Libia.

La sentenza Asso Ventotto: sbarcare persone in Libia è un reato.

Il processo penale al comandante Giuseppe Sotgiu della nave Asso Ventotto, battente bandiera italiana, che il 30 luglio 2018 sbarcò 101 o 108 persone (tra cui 5 donne incinte e 5 bambini) in Libia dopo averli imbarcati in acque internazionali nella zona SAR libica, vide il comandante condannato ad un anno di reclusione in tutti e tre i gradi di giudizio. La sentenza di Cassazione arrivò il 12 ottobre 2023.

Tra gli articoli di legge violati dal comandante, c’erano:

Art. 591 del codice penale – Abbandono di persone minori o incapaci.
Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Alla stessa pena soggiace chi abbandona all’estero un cittadino italiano minore degli anni diciotto a lui affidato nel territorio dello Stato per ragioni di lavoro.
La pena è della reclusione da uno a sei anni se dal fatto deriva una lesione personale, ed è da tre a otto anni se ne deriva la morte.
Le pene sono aumentate se il fatto è commesso dal genitore, dal figlio, dal tutore o dal coniuge, ovvero dall’adottante o dall’adottato.

Art. 1155 Codice Navigazione – Sbarco e abbandono arbitrario di persone.
Il comandante della nave o dell’aeromobile, che, fuori del territorio nazionale, arbitrariamente sbarca un componente dell’equipaggio o un passeggero, ovvero li abbandona impedendone il ritorno a bordo o anticipando la partenza della nave o dell’aeromobile, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire duecentomila a seicentomila (1). La pena non può essere inferiore a un anno se la persona sbarcata o abbandonata è priva di mezzi necessari alla sussistenza o al ritorno in patria. La pena è della reclusione da uno a sei anni, se dal fatto deriva una lesione personale; da tre a otto anni, se ne deriva la morte. (1) Multa, da ultimo, così aumentata dall’art. 113, l. 24 novembre 1981, n. 689.

Al comandante è stato contestato il dolo eventuale come conseguenza di un comportamento omissivo.

La Libia NON è un porto sicuro, sancisce la Cassazione, perché le persone possono subire lesioni e morte. La sentenza è un punto fermo nella giurisprudenza italiana: il comandante ha compiuto reato perché ha sbarcato le persone non in un porto sicuro, ma in Libia, che non lo è.

LEGGI LA SENTENZA

Stato delle indagini

JLProject ha collaborato con la procura di Napoli e la fondatrice del collettivo ha rilasciando una deposizione come persona informata sui fatti.
Il collettivo assieme al giornalista Lorenzo D’Agostino ha ritrovato 14 persone respinte.