Il governo Meloni taglia i fondi all’AAMOD ed a chi archivia le prove sui crimini contro l’umanità.

Dopo il rifiuto del finanziamento al documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, il governo Meloni prosegue nella sua opera di ostacolo a chi preserva la Memoria tagliando i fondi all’AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico).

Noi di JLProject ci uniamo alla campagna Chi ha paura della Memoria? e ricordiamo che l’AAMOD, fondato nel secolo scorso da Cesare Zavattini, svolge l’essenziale compito di preservare la memoria storica del nostro paese a partire da testimonianze dirette.

Per quanto ci riguarda, ci teniamo a sottolineare che tra le tantissime iniziative dell’AAMOD c’è anche l’archivio dei video girati dalle persone migranti sulla rotta libica. Tali video contengono le prove dei crimini di guerra e contro l’umanità nei campi di concentramento della Libia, nel deserto della Tunisia, in mare. Tali violazioni vengono compiute dai governi di Libie (plurale) e Tunisia, con cui il governo di Giorgia Meloni stringe e rinnova accordi.

I video costituiscono prove importanti in processi come quello ad Al Buti, il secondo di Almasri, presso la Corte Penale Internazionale.

Le testimonianze raccolte dall’AAMOD non sono solo d’elite. Tutt’altro. L’archivio conserva video girati spesso da persone comuni mantenendo un’eccezionale pluralità di punti di vista che consentono una migliore ricostruzione storica degli eventi.

Il governo Meloni ha ridotto i fondi non solo all’AAMOD ma anche a decine di iniziative antifasciste e luoghi culturali antifascisti, come il museo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, importanti festival musicali come l’Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi di Spoleto e cinematografici come il Festival Cinema Oltre del Palladium, il Festival dei Popoli, il Filmmaker Festival e le attività di Doc/it, e ha addirittura azzerato il sostegno all’Archivio Cinematografico della Resistenza.

Il tutto. sostiene il governo, per ridurre il prezzo dei carburanti. Ma… è vero? A noi pare una scusa raccontata anche molto male. Questo perché – come ha fatto notare più di qualcuno – mentre tagliava i fondi a chi preserva la Memoria storica, il governo Meloni li aumentava ad altre iniziative di sua scelta. Ad esempio la Kabuto, società che ha creato il Museo del Videogioco a Roma, ha avuti i fondi addirittura triplicati.