JLProject cerca tutte le vittime di Almasri

JLProject cerca le vittime di Almasri, soprattutto quelle che sono state imprigionate nel lager di Mitiga.

Il processo alla Corte Penale Internazionale si fa.

La CPI, ricordiamo, non può fare processi se tutti gli imputati sono in contumacia e Almasri è stato liberato e riaccompagnato a casa sua in Libia dal governo Meloni.

Ma sei mesi dopo la Germania ha arrestato Khaled Mohamed Ali El Hishri, noto con lo pseudonimo di “Al Buti”, braccio destro di Almasri e adesso in Europa c’è un imputato presente.

Il processo ad Al Buti, Almasri e agli altri dirigenti della milizia criminale RADA avrà luogo molto presto. Sono accusati di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, tra cui omicidio, tortura, stupro.

JLProject vuole portare gli umani in questo processo per i diritti umani

I reati più gravi sono stati compiuti nel campo di concentramento di Mitiga, dentro l’aeroporto di Tripoli, controllato dalla milizia Al-Radaa (Forze Speciali di Deterrenza) dii Almasri e Al Buti. Le vittime sono soprattutto persone migranti catturate in mare (spessissimo con il coordinamento del governo italiano) e cedute alla milizia come schiave o schiave soldato.

JLProject vuole trovare più vittime possibile per aiutare loro in particolare e i diritti umani in generale.

Chi è sopravvissuto può:

  • testimoniare al processo penale all’Aja
  • inserirsi come parte civile
  • fare causa civile al governo europeo che lo ha ceduto come schiavo ad Almasri. JLProject aiuterà a trovare le prove. Al giudice la persona potrà chiedere un visto per il paese responsabile della sua deportazione e un risarcimento.

Anche i parenti delle persone uccise dalla RADA possono avere un ruolo nel processo e nelle cause civili che verranno.

Scriveteci per maggiori informazioni.

JLProject ha già avuto un ruolo nell’inchiesta giornalistica su Mitiga

A febbraio 2020 il nostro caro amico Lam Magok venne catturato in mare dalla missione Sophia (poi EUNAVFOR MED) e dai libici e deportato a Tripoli.

Lam Magok riuscì a nascondere il suo telefono per due giorni e ci mandò la sua posizione. Poi sparì, per mesi.

Il JLProject non lo abbandonò e continuò a cercarlo, scoprendo che nello stesso periodo erano scomparse allo stesso modo migliaia di persone e che erano finite a Mitiga, nella mani di Almasri, per fare lavoro forzato edile (per ricostruire l’areoporto) e anche militare. Il tutto, ovviamente, senza poter contattare parenti, amici o un avvocato. Ma noi invece contattammo la Corte Penale Internazionale denunciando tutto. Scrivemmo anche lettere e articoli.

Dopo mesi, Lam Magok riuscì a mandarci un biglietto tramite un compagno di prigionia che aveva ottenuto la libertà. Era David Yambio. Lo conoscemmo così, prima che nascesse Refugees in Libya. Poi anche Lam riuscì a fuggire e nel marzo 2022 venne evacuato in Italia dall’ONU.

Noi di JLProject facemmo da tramite tra la CPI e i nostri amici rifugiati attendendo per anni, ma con una certa impazienza, che qualche autorità a difesa dei diritti umani facesse qualcosa. Alla fine siamo stati accontantati.

Lam e David sono già testimoni alla CPI. Ora cerchiamo tutte le altre persone.

“La LISTA di Sarita” e le altre vittime

La buona notizia è che per cercare le altre vittime, sappiamo già da dove iniziare.

Nell’estate 2020, per raccogliere i casi di una cinquantina scarsa di famiglie in Libia al fine di aiutarle (era un antenato del nostro progetto UNvisibles), Sarita creò un modulo di contatto e un questionario online. Una cosetta piccina ma ben fatta, con i dati che viaggiavano per il web criptati e una cervellotica chiave di decriptazione che funzionava solo in locale. Fattostà che le persone migranti a Tripoli si scambiarono il link – che chiamavano “la lista di Sarita” – tramite passaparola e invece di 50 persone compilarono il questonario in più di 8400.

Nel questionario, che girò per un paio di anni, chiedevamo di indicare i lager libici in cui erano stati reclusi. Alcune persone scrissero “Mitiga”.

Non è facile ricontattarle perché dopo anni la gente cambia numero di telefono (ma non disperate: non sempre cambia email e profilo Facebook!).

Attualmente il JLProject ha messo assieme un gruppo di ricerca per ricontattare tutte queste persone.

Come aiutare la ricerca

Voi lettori potete aiutare in vari modi, soprattutto diffondendo il nostro appello e facendolo circolare in gruppi di persone migranti e centri di accoglienza.

Potete anche, se avete tempo e voglia, entrare nel JLProject come volontari.

L’appello per trovare le vittime di Almasri

Facciamo appello a tutte le persone che sono state recluse a Mitiga e negli altri campi di concentramento gestiti da Almasri, a tutti i parenti delle vittime di questi criminali:

contattateci, noi aiuteremo voi e voi aiuterete l’umanità.